Interrompo momentaneamente le puntate del racconto per informare la gentile utenza delle relazioni interpersonali che , dal xx/xx/xxxx , per poter giudicare qualcuno è necessaria l'apposita conoscenza approfondita dell'utente che si intende porre sotto un giudizio e delle dinamiche effettive che intervengono a causare il giudizio stesso.
Cordiali saluti,
Jarvis Piazza.
P.S.
L'assenza da questo blog dei diretti interessati non preclude il mio diritto a effettuare la soprastante comunicazione ai sensi del buon senso n.1 dei cazzi miei del 20/03/2007.
RACCONTO ANCORA SENZA TITOLO PARTE 3°
Si stropicciò gli occhi e guardò lo spazio che lo circondava una seconda volta :
alle pareti erano appesi poster con personaggi di Walt Disney e altri animali antropomorfi , tra i quali ne spiccava uno orizzontale di grosse dimensioni raffigurante la triade Topolino-Paperino-Pippo ;
dei tre personaggi erano raffigurati solo i volti visti frontalmente , con le bocche allargate nel solito sorriso stereotipato con la lingua rossa in evidenza che serve probabilmente a dare l'idea di un allegra presentazione.
Ritagli di giornali come Cioè , Teen e roba del genere dedicati alle foto di gruppi pop adolescenziali creavano un fitto mosaico nello scampolo di parete fra il letto e l'armadietto soprastante.
Un enorme maiale di peluche alto circa un metro e mezzo stava nell'angolo vicino all'unica finestra abbellita da un paio di tendine punteggiate da piccoli "smile" multicolori.
Per terra , sparsi dappertutto , vestiti e biancheria intima di ogni tipo (alcuni dall'aspetto molto provocante) staccavano e allo stesso tempo completavano l'ambiente rendendo il tutto una perfetta rappresentazione interiore della padrona di quella stanza...
Carlo non capiva assolutamente più nulla.
Una frazione di secondo prima era notte e lui era nel pieno di quello che non sembrava altro che un delirio lisergico in stile blaxploitation e ora si trovava nella camera di Laura e i raggi del sole si fiondavano come lance attraverso i vetri della finestra ad accecare i suoi occhietti lentuti...
Il suo cervello fece una breve scansione delle possibilità e in pochissimo il ragazzo si convinse di essere stato in qualche modo drogato da quei tizi e che poi ,seppur in preda al delirio , fosse riuscito a raggiungere casa di Laura e a chiederle soccorso ;
quindi , in qualche modo quelli dovevano essersi approfittati di lui ;
non si droga qualcuno a quel modo senza un motivo.
Forse lo avevano derubato dei soldi e della macchina:
nel suo portafoglio non sembrava mancare nulla ;
la macchina effettivamente non si vedeva fuori dalla finestra , ma Carlo a quel punto non ci stava più facendo caso.
Nel cielo , azzurro color carta da zucchero , sputava fiamme una specie di massa informe di luce in continuo mutamento ;
sulla superficie ,simili a macchie solari , ammiccavano secondo ritmi casuali decine di enormi volti neri
dall'espressione dolente ma rassegnata , il più delle volte esse apparivano con gli occhi chiusi in una smorfia contrita e le bocche anch'esse serrate con gli angoli rivolti all'ingiù come a testimoniare uno sforzo continuo e sovrumano.
In basso non c'era nulla che ricordasse la superficie terrestre ; tutto quello su cui sembrava possibile poggiare i piedi era composto da una materia grigia e pulsante ingabbiata in una fitta rete di vene nerastre grosse come tubi dell'acqua.
Poteva sembrare una sola cosa ; una distesa senza orizzonte di materia cerebrale viva...
Sopra di essa brulicavano delle figurine scure che comparivano e scomparivano da dietro
quelle enormi vene come una folla di bambini che giocano a nascondino in contemporanea .
Molte di quelle figure avevano subito qualche mutilazione ; chi non aveva un braccio , chi una gamba , chi invece aveva lasciato la testa da qualche altra parte.
Quelle che sembravano complete il più delle volte erano intente a fuggire a rotta di collo da folti gruppi dei loro compagni sciancati , i quali , nonostante l'evidente lentezza provocatagli dalla mancanza degli arti , sembravano inevitabilmente raggiungerli per poi mutilarli e permetter loro di ingrassare le schiere partecipanti a quella grottesca "caccia al completo".
Carlo cominciò a sentire un senso di oppressione fortissimo al petto a quella vista , e , annaspando mezzo fuori dalla finestra , raggiunse le imposte e le chiuse sbarrate il più veloce che riusciva , poi scese lentamente in ginocchio e cominciò a pregare...
RACCONTO ANCORA SENZA TITOLO PARTE 2°
Laura guardò Carlo a lungo negli occhi . Cercava quella piccola fiammella , quel qualcosa di incerto , ma ben riconoscibile , che ti fa capire quando una persona non ci sta più con la testa , ma non lo trovò ;
vide invece che , dietro a quelle lenti incredibilmente spesse , si annidava qualche cosa , nera , bagnata , che emanava un tanfo di sesso e di morte. Distolse lo sguardo e cominciò a guardarsi le mani senza dire null'altro.
Carlo intanto continuava a raccontare:
era rimasto quasi cinque minuti nella sua auto , con le chiavi della berlina fra le gambe , a pensare che avrebbe dovuto sbattersene di tutta quella storia , lanciare le chiavi dal finestrino , fare inversione e tornarsene nella sua camera , coi suoi pupazzi sul cassettone , la sua collezione di minerali e il suo computer pieno di Laure.
E stava per farlo quando qualcosa solleticò le sue narici ; era il profumo di Laura ! Forse lo aveva anche quella battona , ma com'era possibile che arrivasse fino a lui da quell'altra macchina ?
Doveva essersene messa una tonnellata !
Però....però forse se aveva il suo profumo avrebbe potuto essere la sua migliore opportunità per assaggiare la sensazione di farlo con Laura almeno una volta !
Avrebbe potuto chiudere gli occhi e sentire delle membra calde , e il suo profumo....sarebbe stato esattamente come farlo con lei !
Deciso allora , non l'avrebbe nemmeno toccata per non rovinarsi l'effetto , si sarebbe steso sui sedili reclinati e l'avrebbe aspettata così , immobile , acuminando il suo pensiero fino trafiggere una sola immagine.
Laura !!
Scese dalla macchina e diede un'ultima occhiata alla prostituta ; si stava ancora scaccolando.
Sempre a occhi bassi entrò nella berlina dalla parte del guidatore e , guardando fisso la strada , disse : "Dove andiamo ?"
La puttana non disse niente.
"Ehi , mi senti , dove andiamo ?"
Decise allora di voltarsi per farsi capire meglio , forse non parlava l'italiano , e allora lui la vide , quella fiammella che ora Laura cerca nei suoi , di occhi...
la donna che si trovava a fianco a lui non era una persona qualsiasi.
Se ne stava seduta , con le gambe attorcigliate fra di loro in una posizione forzata , di quelle rese possibili solo da anni di movimenti spastici , si scaccolava infilandosi nella narice l'indice fino alla seconda falange e lo estraeva coperto da una sostanza molto simile a quella che il pappone aveva sulle dita poco prima , alzò gli occhi verso Carlo e questi si accorse che erano strabici , due occhi strabuzzati che sembravano voler scappare dalle orbite in direzioni diverse per poi non incontrarsi mai più...
La battona esplose in una risata sgangherata mettendo in mostra qualcosa di veramente orrendo ;
piantati direttamente nelle gengive , che sembravano essersi cicatrizzate in qualche modo atroce , ella aveva delle file fittissime di aghi , talmente fitte che le impedivano di chiudere completamente la bocca , e quando questa tentava di farlo si poteva chiaramente sentire un rumore di metallo che si incastra , e , nello sforzo poi di riaprirla la sua faccia assumeva un'espressione di sforzo , con le labbra arricciate all'indietro a scoprire quel macello in un ghigno che si può solamente provare a immaginare , sempre che si voglia scrivere un racconto dell'orrore...
Carlo non capiva più niente , pensò che l'unica spiegazione fosse che si era addormentato in casa giocando a Warcraft e ora la sua testa mescolava le sue fantasie erotiche coi mostri che era solito vedere nel gioco;
sia come sia , cercò per prima cosa di aprire la portiera , ma la maniglia era incastrata , o almeno sembrava fino a quando non alzò gli occhi per guardare fuori e vide due occhi enormi che premevano contro il finestrino.
Ognuno di quegli occhi era grosso come la sua mano comprese le dita e si appiattiva contro il vetro strisciando in su e in giù ;
subito sotto una larga bocca da negro faceva versi sconnessi e Carlo riconobbe la voce del pappone che poco prima lo aveva incoraggiato a infilarsi in quella trappola.
Carlo si girò e vide che la "donna" si stava goffamente levando di dosso gli abiti con una mano , mentre con l'altra aveva cominciato a spremersi freneticamente il naso con un movimento dall'alto al basso , causando un'incredibile fuoriuscita di quella roba nera e appiccicosa che le colava direttamente in bocca , giacchè essa aveva sporto in avanti un' orrenda mascella e ingoiava quella merda a enormi sorsate emettendo a intervalli un rumore liquido assolutamente indescrivibile.
Quando quell'essere cominciò a pescarsi in bocca con la mano e a spalmare quello schifo sulla sua faccia , Carlo sentì qualcosa scattare nel suo cervello e , con un click , si trovò nell'ultimo luogo che pensava avrebbe mai più rivisto.
RACCONTO ANCORA SENZA TITOLO
PARTE 1°:
Non era la prima volta che andava a casa di Carlo , ma questa volta Laura ci entrava in veste diversa. Fino a quel momento e dagli anni delle superiori lei lo aveva considerato un ragazzo timido , un po' impacciato , con un sacco di cose da dire ma poca capacità di esprimersi , soprattutto in pubblico , soprattutto quando c'erano delle ragazze.
Laura sapeva più o meno consciamente di essere l'oggetto del desiderio di Carlo , e , nonostante non avesse nessuna attrazione fisica nei suoi confronti , ne era lusingata e più volte , sempre più o meno inconsciamente , si era chiesta se il fatto che continuasse a frequentarlo fosse per semplice amicizia e ammirazione per la sua intelligenza oppure per avere sempre accanto qualcuno che , segretamente , la adorasse.
Non sei mai da solo quando qualcuno sta male per colpa tua.
E Laura di rimanere sola aveva un terrore fottuto ;
ci metteva un attimo a figurarsi dondolante su una panchina al centro di una casa di riposo per anziani , circondata dall'odore di urina e disinfettante , mentre tutti quelli che conosceva erano morti oppure non ricordavano nemmeno il suo nome. Appena avrebbe perso quel minimo di attrattiva che possedeva , di aspetto mediocre com'essa era , nessuno l'avrebbe più chiamata , nemmeno per uscire a bere una birra.
Così si portava spesso dietro Carlo che , con la sua silenziosa deferenza , la faceva sentire come un pilastro che reggeva la personalità del ragazzo e spazzava via la sensazione di star per sparire da un momento all'altro in un vacuum di indifferenza.
In realtà , sia Laura che Carlo erano due persone molto sole già allora.
Laura si conciava in maniera molto appariscente e si scopriva in modo calcolato , utilizzando calze a rete con le maglie fitte il giusto da non lasciar intravedere le smagliature che il suo continuo e ampio variare di peso le aveva lasciato sulle coscie come le scie di fumo frastagliate che gli aerei a reazione lasciano nel cielo quando lo solcano ; era una ragazza alta e questo giocava a suo favore , ma la rotondità e la pienezza dei suoi seni erano solo simulate da un paio di "push up" che la costringevano a sopportare la sensazione di costrizione che secondo lei doveva essere simile a essere sollevata da sotto le tette e tenuta così appesa per tutta la giornata ; teneva in dentro la pancia soprattutto da seduta , ma non riusciva con questo a evitare che delle vistose "maniglie dell'amore" le sporgessero dalle gonnelline a vita bassa che si ostinava a indossare nel tentativo di somigliare a quelle ragazzine , di una decina di anni meno di lei , che sgusciavano sinuose tra un ragazzo e l'altro nelle discoteche da adolescenti dove Laura finiva ancora per passare i suoi sabati sera.
Così si era fatta fare , nonostante la sua paura insostenibile per gli aghi e per tutto ciò che tagliava o bucava , un piercing all'ombelico a cui aveva attaccato un pendaglio con brillante sperando che , come con il pendolo di un ipnotizzatore , l'attenzione degli uomini vi fosse attratta e non si notassero invece i due rotolini di carne che quasi le ricadevano oltre l'orlo della cintura , anch'essa ovviamente il più possibile larga e colorata per minimizzare ulteriormente l'effetto "budino che cola".
Per contro Laura aveva un bel viso , solo leggermente rovinato dalle rughe di contrizione che le solcavano la fronte ormai anche quando era in pubblico e si sforzava di apparire sorridente e rilassata ;
ore di corrucciamento privato e di rimuginazione sul suo inevitabile futuro di ricoverata gliele avevano scolpite permanentemente nella carne...
Aveva comunque due occhi di rara bellezza ; lievemente a mandorla , presentavano un colore assurdo , l'iride era dorata con striature castane ed era circondata di nero , come se avesse trovato il modo di mettere l'eyeliner anche in quella parte dell'occhio ; le sopracciglia , ben disegnate di natura , sormontavano due paia di ciglia lunghe e sbatacchianti , che sembravano lì lì per trasformarsi in dita invitanti , come nei cartoni animati , e farti "vieni , vieni !".
Il naso , piccolo e aggraziato , si affacciava discretamente su un paio di labbra carnose ma non eccessivamente protese in avanti , sensuali lineette verticali partivano dal loro centro...erano indubbiamente due labbra da baciare.
La forma del viso , perfettamente ovale , era sormontata da un caschetto nero alla "Uma Thurman in Pulp Fiction" che le dava un'aria sofisticata e intrigante , ovviamente anch'essa studiata nei dettagli insieme alla sua parrucchiera di fiducia.
Laura aveva abusato un po' troppo del suo corpo durante la vita , ma lo aveva fatto per cercare di essere più bella , non immaginava che avrebbe ottenuto l'effetto contrario , o almeno , non così presto ;
se avesse perso il suo viso , pensava , avrebbe perso tutto ;
tutte le amicizie (a parte Carlo) , tutti i suoi amanti , tutti i suoi affetti , i genitori .
Non avrebbe potuto fare figli e sarebbe impazzita finendo in quell'ospizio la cui immagine passava continuamente attraverso la sua testa....
Per questo aveva smesso di saltare i pasti o di mangiare a dismisura e ora , spaventata come una lepre inseguita da una muta di cani , passava tutto il suo tempo libero pomeridiano in centri estetici di vario tipo , ma il suo fisico sembrava non subire più di tanto giovamento da tutti questi sforzi ulteriori e , anzi , ogni giorno , prima di uscire di casa , le sembrava di dover mettere insieme un vecchio scatolone malandato con lo scotch per far si che potesse contenere un'enciclopedia senza rompersi....era esattamente questa la sensazione che provava quando si vestiva.
Per quanto riguarda il suo lavoro , dopo una laurea inutilizzata , aveva partecipato a un concorso e ora faceva la bidella addetta alle fotocopie in un istituto tecnico di Reggio Emilia , tutti i giorni vedeva passare se stessa di dieci anni prima , qualche volta ci aveva anche chiacchierato , fumando una sigaretta durante l'intervallo e le aveva dato qualche consiglio sui ragazzi. Come se ne avesse bisogno , le sarebbe bastato voltarsi e dire "Tu !" per trombarsi chicchessia , ma questo d'altronde , visto come sono i maschi , lo poteva ancora fare anche lei , e lo faceva...anche lì dentro.
Laura.
Una donna sola.
Senza neanche se stessa.
Per quanto riguarda Carlo si fa invece presto a descriverlo : alto e magrissimo , la schiena un po' curva per il tempo passato seduto sui libri , le gambe con le ginocchia tendenti all'indentro ; pantaloni di velluto marrone chiaro a coste troppo corti , ai piedi un paio di Nike tinta unita nere simili a dei catamarani , sulla faccia e sulle spalle l'acne non gli è mai passata , polo a righe tricolori orizzontali a decine nei cassetti , faccia lunga , naso grosso , capelli neri unti con la riga in mezzo , occhiali spessi con la montatura nera....un nerd. Guardate qualsiasi nerd in foto o nei fumetti , e avrete la precisa immagine di Carlo.
Carlo.
Un uomo solo.
Schiavo di se stesso.
Quella sera in birreria , Carlo , che aveva 27 anni come lei , le aveva raccontato che la sera prima non era uscito con lei perchè aveva preso la decisione di liberarsi in un modo o nell'altro della propria verginità ;
Era assillato da questo e ogni anno che passava lo faceva sentire sempre più anormale e impaurito in presenza di quelli che ancora percepiva come "iniziati" , come coloro che "sapevano".....
Carlo passava le serate fuori , seduto affianco a Laura e osservava "di nascosto" quelle persone , gli guardava la fronte , le sopracciglia , le mani dietro alle quali si celava la conoscenza di sensazioni che per lui equivalevano al mistero della morte , o alla mappatura del DNA , o all'esistenza o meno di Dio , sensazioni che aveva solo immaginato davanti a qualche clip presa da Internet. O immaginando di farlo con Laura.
A quest'ultimo proposito stava addirittura cominciando a considerare le sue fantasie masturbatorie come un reale rapporto e pian piano le clip sparivano e lui faceva l'amore con Laura da solo , nella sua stanza , a occhi chiusi col pene infilato in una vagina di gomma alla massima velocità.
A quel punto si era spinto il povero nerd e , con una determinazione che non credeva di avere , si era trascinato in macchina da solo e si era diretto verso Modena , vicino al parcheggio di un centro commerciale dove le prostitute nigeriane si lanciano contro le macchine di chi passa per elemosinare i 10 euro di un pompino o , se gli va bene , i 15 di una scopata.
Laura , che non sapeva nulla di certo sulle pulsioni sessuali del suo "scudiero" , urlò un "Cooo..." , ma Carlo la zittì seccamente (!) e continuò il suo racconto:
Era arrivato in zona e si stava guardando intorno , girando e rigirando per le rotonde e per il parcheggio per cercare una ragazza che gli ricordasse Laura (a questa rivelazione la ragazza piegò in giù gli angoli della bocca con aria disgustata e fece per alzarsi ma Carlo le prese la mano che appoggiava sul tavolo e gliela strinse fortissimo , Laura si risedette senza un fiato , come se lui le avesse sparato un sedativo con una fucilata) , ma quelle donne erano tutte nere come la pece , con le labbra sporgenti e le treccine e Carlo cominciava a considerare l'idea di tornare a casa quando una berlina bianca si accostò alla sua utilitaria e abbassò il vetro del finestrino.
Dentro c'erano 4 neri , 3 uomini e una donna , seduta a fianco al guidatore ;
Quello che guidava urlò: "Ehi occhialo ! Te no piace quello che vedi ? Te schifo donne nere ?"
Carlo cercò di far finta di niente , gli ci mancava solo quello , non aveva nemmeno scopato e già si trovava incasinato con qualche pappone...andare a troie non doveva far per lui.
Ma il nero lo superò e gli sterzo bruscamente davanti , gli abbaglianti riflessi nel bianco lucido della berlina lo accecarono e Carlo fece appena in tempo a frenare per evitare di scontrarcisi.
Gli uomini sulla macchina scesero tutti e tre e si avvicinarono ; Carlo prese in mano il cellulare e lo strinse forte ; aveva sentito che , usato come oggetto contundente , poteva essere uno strumento di autodifesa efficace , soprattutto se tirato su una tempia , ma sapeva dentro di sè che non sarebbe mai stato capace di fare una cosa del genere , così quell'oggetto assumeva più la funzione di antistress che di arma impropria , ma lui ne era in qualche modo rassicurato...
I tre neri erano completamente indistinguibili l'uno dall'altro , sia come vestiti che come aspetto fisico potevano essere gemelli , o parenti molto stretti.
Alti quasi due metri , ben piazzati tutti e tre indossavano un maglione alla dolcevita grigio scuro aderente come una guaina e pantaloni dal taglio classico neri stirati con la riga frontale ;
senza giacca nonostante il freddo , sopra al maglione avevano solo una collezione di collane d'oro in stile "gangsta'" coordinate a delle serie di anelli molto appariscenti anch'essi d'oro e diamanti che gli avvolgevano tutte le dita delle mani e le rendevano più simili a delle mazze medioevali borchiate che ad arti atti ad afferrare o , ancora meno, a scrivere o a disegnare , eppure erano coperte da qualcosa che sembrava inchiostro nero , secco.
Con un dito sporco quello che sembrava fosse il conducente dell'auto ticchettò leggermente sul finestrino dell'auto di Carlo e questi , quasi come ipnotizzato , lo abbassò chiedendo :"C.Cosa ?"
I tre lo guardarono con un'espressione incredibile su quelle facce scolpite nell'ebano che si ritrovavano , un misto di comprensività e incoraggiamento a fidarsi :"Tranquillo , noi ti avemo fermato , ma perchè ha che cerchi ! Capito ?"
-"C-come ?"- ripetè il ragazzo.
-"Tu cercavi donna ?" - L'Autista.
-"No ! Cioè , si ! Ma non c'era ! Voglio dire , sono un cliente abituale e vado sempre dalla solita , si chiama....ehm , Laurene ! Si , Laurene..." - Carlo si punì mentalmente per aver inventato un nome simile a quello di Laura.
-"Noi sa che tu , tu cerca tua donna , no nostra. Così noi portato Donna !"-
Carlo gettò una rapida occhiata di autoconferma nella berlina bianca e vide solo la stessa donna di prima ; nera , un po' grassa , non troppo giovane... Si chiese anche perchè con le ragazze toniche che gestivano si dovessero portare appresso un catorcio come quello , ma non si dannò sulla risposta.
-"Ma quella...donna , non è Laurene...."
-"No Laurene , quella è Donna ! Quella è tua donna , ma è anche mia donna e loro donna....tu fidare ! Se non contento noi non prendemo soldi da te. Capito ?!"
Carlo cominciava a capire , quella doveva essere una troia che non riuscivano a far lavorare e , facendo leva sul fatto che la gente ha paura oppure sulla semplice creduloneria incentivata dal loro aspetto da santoni urbani , stavano cercando di rifilarla a qualcuno che si facesse intortare dal fatto che a quella età era diventata più brava delle altre e che magari costava pure poco. Ma lui già faceva fatica ad accettare un corpo normale , che non fosse lucido e stereotipato come quelli che si vedono nei video o sui siti , ne era perfettamnte conscio , figurarsi se avrebbe avuto lo stomaco di scoparsi quel relitto umano , di infilare l'uccello che aveva lavato con tanta cura per Laura dentro alla fica secca di quella vecchia bagascia che , tra l'altro , sembrava al momento starsi esplorando con grande concentrazione la cavità nasale alla ricerca di chissà quali tesori stalattitici ; disse - "No, scusa ma non voglio Donna , anzi , ormai stavo andando a casa perchè domani mi devo svegliare , domani devo lavorare , ti prego (e stava quasi implorando) sposta la macchina e fammi tornare indietro !"
"Ascolti , facciamo 'ffare , io da te chiavi della mia machina , e poi va a fare giro con amici a controllare ragazze laggiù , tu entra dentro e guarda buono , ok ? Tu ochiale ! No vede bene ! Eheheheheh!" - E lui e le sue copie scoppiarono in una risata alla Eddie Murphy che aveva sempre un chè di bonario e , forse per la tensione , fece ridere anche Carlo.
Gli lanciò dentro al finestrino le chiavi della berlina e si allontanò con gli altri verso un gruppo di ragazze che si riscaldavano al fuoco dei bidoni dall'altra parte della rotonda.
Scrivo questo post per avvisarvi che ho aperto un nuovo blog sulla piattaforma "Blogger" nel quale ho racchiuso e racchiuderò unicamente le mie poesie alle quali più avanti , aggiornando i post , aggiungerò una introduzione che ne chiarisca gli aspetti più oscuri.
Questo "progetto" nasce in seguito al fatto che qui sul "Portiere di Notte" ho scritto e scriverò tutto quello che mi passa per la testa e di conseguenza le poesie finiscono per spargersi qua e là per le pagine e rimangono raggruppabili unicamente clikkando la tag "poesia" ; visto che normalmente (e lo so perchè lo faccio io stesso) le persone che visitano i blog è già tanto se vanno oltre la home page e che le mie poesie sono una delle pochissime cose che faccio (se non l'unica in certi periodi) che mi danno soddisfazione nonostante gli stati pietosi che mi portano a scriverle , ho preferito dargli un' altra "casa" nella quale siano le protagoniste assolute e nella quale spero non confluiscano commenti di natura personale ma unicamente riferiti alla poesia del relativo post , quindi le sensazioni che vi suscitano , critiche dal punto di vista tecnico , richieste di spiegazioni , etc.
Con questo continuerò a pubblicare le prossime poesie che mi sentirò di scrivere anche qui sul Portiere , ma mi aspetto da questo nuovo blog che vi confluiscano unicamente coloro i quali si interessano maggiormente all'argomento cosicchè possa avere uno scambio di opinioni più preciso in merito.
Detto questo vi saluto e vi mando il link di "Lettere dalle Viscere" , invitandovi a passare numerosi , anche solo per dare un'occhiata...
LA CHIAVE DELLA MISERIA
Ieri mattina mi stavo fumando una canna e , mentre pensavo in che schifo di circo siamo costretti ad esibirci , mi è saltata alla testa una considerazione che per me è stata come se avessi completato un puzzle , in un unico motivo è racchiusa la chiave della povertà che affligge più o meno gravemente oltre metà della popolazione mondiale , ed è questo:
Fino a un certo punto nella storia umana , le persone non erano distinguibili tra di loro per qualità della vita e per possibilità di movimento , insomma non esisteva nessuno che fosse più ricco o più povero di altri , semplicemente perchè non c'era niente da possedere ; se volevi la lancia come il tuo amico te la facevi , i frutti li mangiavi dalle piante mentre passavi o durante una sosta , si cacciava insieme e il massimo che poteva succedere era quello di litigare per un boccone di carne in più. Facendo un bel salto arriviamo al momento in cui compare il denaro , il denaro non te lo puoi fare tu e non cresce sugli alberi , è distribuito da una fonte unica ed è assegnato in base a quanto altro denaro un soggetto ha la capacità di far circolare.
Il denaro è l'unica cosa che determina in modo certo la qualità della nostra vita e che rende possibile , grazie alla sua praticamente illimitata capacità di circolare , a una persona "avere di più".
Ma il concetto che mi ha flashato non è questo , che già mi rigiro in testa da tempo e del quale tutti siamo pienamente consapevoli , ma il fatto che ci sono persone che sono arrivate a possedere quantità di denaro oltre l'immaginazione ; queste persone sono diventate come un gorgo , o se volete come un cavallo che traina qualcuno legato a una corda. Ogni singola persona sul pianeta è coinvolta dall'aumento di capitali dei ricchi , questo perchè è proprio il numero di ricchi a determinare l'agiatezza di una nazione , e a far nascere nuovi bisogni in tutti noi . Se ci fate caso molte tecnologie ora giudicate indispensabili erano fino a poco tempo fa appannaggio unico delle classi più abbienti , e ora invece in occidente la abbiamo tutti , il terzo mondo non fa che essere trascinato da una distanza maggiore (auto->filo->lattina->filo->filo->filo->lattina) e questo ne causa la povertà , le popolazioni più povere infatti sono quelle dove lungo la storia l'occidente è giunto dopo e sono state tirate dentro a questo gioco in ritardo per poterne stare al passo.
Ma la cosa va più nel dettaglio , perchè sono le singole persone che più o meno coscientemente cercano di allungarsi verso le vette determinate dai ricchi e se si guardassero indietro non troverebbero più una strada da percorrere , semplicemente perchè hanno scalato tutti insieme , e ora quelli che erano desideri sono bisogni. Io non posso più andare a lavorare senza un mezzo di trasporto meccanico perchè le città stesse sono costruite in modo da rendere irraggiungibile a piedi il posto di lavoro , se mi sono rotto il cazzo di girare in macchina per esempio avrò delle difficoltà , toglietemi a questo punto la macchina , il cellulare , il riscaldamento , la luce elettrica , l'acqua....Se fossimo nel 1800 , per dire , sarei una persona come tutte le altre e farei il falegname sotto casa mia , andrei a prendere l'acqua al pozzo o da qualche altra parte la sera accenderei la lanterna sperando di potermi un giorno fare una foto come fa il re d'Italia ; nel 2007 sono un barbone che chiede l'elemosina ai semafori , mangia dalle suore e dorme in strada o in una casa abbandonata....
Non si può più tornare indietro , a meno di un'evento catastrofico che ci livelli tutti , siamo costretti a fare da codazzo ai ricchi , e più essi saranno ricchi , più noi arrancheremo dietro di loro rendendo le nostre giornate sempre più frenetiche e compresse allo scopo di mantenere i bisogni che i nababbi ci hanno costretto a materializzare , la conclusione che ne viene fuori sembra uno slogan degli anni 70 : "siamo schiavi dei ricchi"....non c'è nient'altro , si può girarla come si vuole che rimarrà così , a parte i pochi audaci che sperimentano stili di vita alternativi estremi , tutti noi dobbiamo sopportare i colpi di frusta dei Culi Dorati e sbatterci a lavorare come ossessi , a comprare quello di cui ormai non possiamo più fare a meno...
Perfino l'ultimo dei miei amici che , in più di sette anni che lo conosco , non ha mai voluto avere un cellulare alla fine lo ha preso , magari gliel'hanno regalato , ma (grinder dimmi com'è successo) probabilmente si sarà trovato così tante volte in difficoltà per vari motivi che nonostante tutto è stato costretto a acquistarlo...
Uno se vuole può provare e puntare i piedi , ma avrà sempre bisogno di più soldi e
si dovrà sbattere sempre di più perchè questa crescità di bisogni il più delle volte è seguita in larga differita dall'aumento dei guadagni e quindi diventiamo tutti tanti asini che inseguono una carota , tante persone che si vedono aggiungere ogni giorno un € in più di quelli che hanno per poter avere ciò che gli serve.
Speravo di poter riassumere tutto un po' di più , ma la cosa si è rivelata più complessa di quanto credevo in testa mia , quindi posso solo sperare di non essere stato banale e di aver colpito la consapevolezza di qualcuno , il concetto chiave che mi si era formato nella testa mentre fumavo comunque era che siamo tutti trascinati in un risucchio stile spazio profondo creato dai ricchi che corrono , basterebbe che loro si fermassero per dare alla lunga un po' di pace a tutti...
"I video giochi non influenzano i bambini.
Voglio dire, se pac-man avesse influenzato la nostra generazione,
staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole magiche
e ascoltando musica elettronica ripetitiva"
Kristian Wilson, Nintendo Inc, 1989
Pochi anni dopo naquero le feste rave, la musica techno e l'ecstasy...

Proprio ora sto per partire e dirigermi verso Modena e Bologna , macchinata piena , gente da beccare , hardtek , drum'n'base e cacacazzi....Mah , speriamo che 'sta serata porti qualcosa di nuovo...
Per il resto non ho altro da dire , a parte che se chi so io è all'ascolto sappia che 'sto aspettando sue notizie già da 5 giorni , spero di non dover rimanere ancora deluso....
Visto che il "Vicino di Banco" Leo Vaccari mi ha coinvolto in una catena di Sant'Antonio nella quale bisogna dire 5 cose che la gente non sa di te , vere o false che siano , mi divertirò a partecipare , ecco cosa la gente non sa di me:
1. Quando avevo 4 anni ho piantato in una collinetta della mia scuola materna un sasso comune perchè crescesse una montagna comune , quando ho vistyo che non veniva su niente ho pensato di controllare se il sasso aveva messo radici e facendo questo , insieme ad altri bambini , abbiamo completamente sventrato la collinetta a mani nude su un fianco e un bambino saltando sulla cima è sprofondato nel terreno.
2. Ho un toro che scalpita dentro alle mutande.
3. Ogni tanto mi viene un tic tremendo che da fuori non si vede e consiste nel farmi scrocchiare la gola (tipo quando ti scrocchi le dita insomma) , questo mi provoca in poco tempo dei dolori atroci ma non riesco a fermarmi.
4. Su una chiappa ho tatuata la faccia di Elvis Costello.
5. Non ho mai pianto dal 1993 al dicembre 2006 , una sacco di volte la gente mi ha preso per un insensibile...
Saluti a tutti al prossimo post